Tutti gli articoli di Mirko Migliarino

EMERGENZA OCCUPAZIONE

Sesto Calende ha una storia passata fatta di attività lavorative importanti che hanno dato lustro al paese e lo hanno fatto diventare un punto di riferimento anche per i comuni limitrofi. Purtroppo la crisi non ci ha risparmiati, il problema di oggi è che mentre da altre parti l’economia è ripartita da noi si fa più fatica. In base ai dati della Camera di Commercio nel quinquennio 2012-2017 a Sesto le imprese sono diminuite (circa 40 in meno) con conseguente diminuzione dell’occupazione di quasi 400 unità (il 10%). Ditte che chiudono e pre-pensionamenti non rinnovati con nuova manodopera infatti il tasso di disoccupazione giovanile resta molto elevato, circa il 33% non lavora o solo saltuariamente. I settori più colpiti sono quelli manifatturieri e del commercio . Abbiamo visto grosse realtà locali andare ad investire altrove e altre non riprendersi dalla crisi, l’edilizia ridotta ai minimi termini e il commercio veder avanzare le grandi distribuzioni a discapito degli storici negozi locali.

L’amministrazione non può farsi imprenditore ma può e deve creare le condizioni affinché il lavoro si sviluppi e sostenerle nel tempo. Credo sia evidente che crisi del lavoro equivale a crisi economica, questo dovrebbe indurre i nostri amministratori a scelte più oculate. Innanzitutto portare a compimento la zona industriale della “Quadra” creando in primis una viabilità che ne favorisca l’accesso oggi molto difficile, prova ne è che i capannoni vuoti sono in aumento, e poi come proposto da noi occorre incentivare il lavoro a Sesto riducendo il carico fiscale per chi investe sul nostro territorio, a partire dalla Tassa sui rifiuti opprimente soprattutto per chi smaltisce in proprio. In secondo luogo dal 2015 siamo senza il Centro per l’Impiego e nonostante le nostre richieste e le promesse del Vicesindaco Buzzi stiamo ancora aspettando e i nostri disoccupati devono andare a Gallarate ad iscriversi. Altra possibilità non sfruttata dalla nostra amministrazione è quella della “Dote unica Lavoro” un programma della Regione Lombardia che finanzia progetti per le fasce deboli ovvero gli Under 30 anni e oggi purtroppo anche gli esodati over 50 anni.

Visto che la nostra Amministrazione non partecipa a questi bandi noi di “Insieme per Sesto”abbiamo presentato in Consiglio Comunale due progetti di lavoro regolarmente bocciati dal Sindaco Colombo senza dare alcuna spiegazione e soprattutto senza proporre niente a riguardo. La stessa cosa avevamo proposto l’anno scorso e due anni fa: si tratta di assumere personale per un periodo che va dai sei mesi ad un anno in lavori che vanno dal supporto negli uffici alle manutenzioni che sappiamo essere molto carenti nel nostro Comune, pulizia strade, taglio aiuole, imbiancatura scuole etc… Invece proprio partendo dalle scuole saranno i genitori con il progetto “adottiamo la nostra scuola” a farsi carico della manutenzione. Sempre guardando al mondo della scuola, a Sesto abbiamo una valida Direzione Didattica con parecchi studenti (oltre il migliaio) che ha gran voglia di dialogare con il mondo del Lavoro attraverso progetti di alternanza Scuola-Lavoro già avviati con molto successo in realtà a noi vicine come Gavirate. L’amministrazione ha il dovere di fare da mediatore ed unire l’offerta alla richiesta creando una valida rete di appoggio tra il mondo del lavoro e quello della scuola. Purtroppo a Sesto spendiamo tutti i nostri soldi per rifare la Marna (quattro milioni di €) e a bilancio per il sostegno al lavoro si mettono solo € 8.000……

E quando non avremo più lavoro andremo tutti a ballare.

Ugo Mazzoccato.

E’ ORA CHE LE COSCIENZE SI RISVEGLINO

“CHI SI DISINTERESSA DELLA COSA PUBBLICA E’ DESTINATO AD ESSERE GOVERNATO DA MALVAGI”

PLATONE.

Martedi’ 19 abbiamo portato in consiglio comunale un’interpellanza e due mozioni. L’interpellanza riguardava la mancata assegnazione di una via intitolata a Don Madonini, Prete storico della resistenza sestese, come stabilito dal consiglio comunale a marzo del 2015 da una maggioranza trasversale . Purtroppo a distanza di due anni e mezzo ci aspettavamo una risposta affermativa invece da parte del sindaco è arrivata l’ennesima promessa al quale non crediamo più. Spiace vedere disattese in questo modo scelte che uniscono gli schieramenti è evidente la volontà del sindaco di mantenere e fomentare un clima di divisione all’interno del paese.

La discussione successiva riguardava la mozione sulla “legge Fiano” che aveva come richiesta di sollecitare il Presidente del Senato Pietro Grasso ad accelerare l’iter di approvazione della legge che, vogliamo ricordarlo, prevede un allargamento della pena del reato di apologia del fascismo. Noi abbiamo puntato sul coinvolgimento di tutte le forze politiche visti i recenti e numerosi casi di attacco alle istituzioni da parte di gruppi di estrema destra dichiaratamente ispirati ad ideologie nazi-fasciste, e sul fare chiarezza su una certa promiscuità tra queste frange e partiti politici, in particolare la Lega Nord. Purtroppo il sindaco ha confermato i nostri dubbi votando contro.

La seconda mozione presentata riguardava i numerosi casi di violazione dello statuto comunale e di censura di articoli sul periodico comunale di fatto trasformato in un organo della giunta. E’ chiaro che chi amministra deve avere una visibilità prioritaria, ma non è questo che noi mettiamo in discussione. Certo non ci fa piacere vedere più della metà delle pagine utilizzate dalla maggioranza a discapito delle notizie riguardanti manifestazioni ed avvenimenti del territorio, oppure leggere l’articolo del sindaco che ci dice cosa votare al referendum regionale. Ma il problema vero sta nella censura ripetuta da parte del sindaco e della giunta con indicazioni precise di non pubblicare articoli che parlano di immigrazione e antifascismo, iniziative del comitato per la pace e la convivenza, e dell’ANPI. Su questo punto è apparsa chiara ed evidente la posizione anti-democratica della maggioranza e alla precisa domanda di dichiararsi anti-fascista il sindaco piuttosto che rispondere ha preferito abbandonare l’aula seguito dagli altri esponenti della maggioranza inveendo contro la repubblica italiana.

Noi della minoranza conoscendo il regolamento e il comportamento del Sindaco non nuovo a queste fughe abbiamo aspettato tranquillamente che ritornasse in aula riprendendo suo malgrado il Consiglio dal punto in cui lo aveva interrotto. Abbiamo risposto all’assessore Boca il quale ci aveva invitato molto scortesemente a fare un nostro giornale dimenticando la funzione pubblica del periodico comunale, poi abbiamo ribadito con numerose-mail di prova le precise indicazioni di censura stabilite dal sindaco e dalla giunta. Tutto quanto da noi dichiarato è agli atti e ogni cittadino è libero di consultarli. Il sindaco si è assunto la responsabilità del suo atteggiamento negando la possibilità di qualsiasi forma di confronto e pluralità, questo già lo sapevamo ma a noi non basta. Abbiamo bene in mente cosa sta succedendo nella società in genere dal mondo del lavoro alla salute alla politica, dove conquiste sociali importanti sono messe a repentaglio dalla crisi che stiamo attraversando e da dubbi personaggi come quelli che amministrano il nostro Paese.

Noi crediamo che dal confronto, dalla pluralità delle idee, dal rispetto della libertà di pensiero, dalla chiarezza delle leggi, si possa come società ritrovare un futuro limpido contrapposto ad un oggi piuttosto nebuloso, soprattutto quando di fronte ci ritroviamo chi invece pensa a ripercorrere strade sanguinarie e perdenti, già vissute in passato, cancellando le basi della nostra democrazia con la volontà di riportarci alla condizione di sudditi o schiavi come nel medio-evo. E’ ORA CHE LE COSCIENZE SI RISVEGLINO.

 

Ugo Mazzoccato

 

DOBBIAMO FARLO PER GLI ITALIANI, NON SOLO PER I MIGRANTI.

Leggiamo che il sindaco Marco Colombo è pronto a incatenarsi, piuttosto che eseguire quello che chiede il Prefetto di Varese. Qui a sesto Calende finche ci sarà lui non sarà concesso asilo politico. Quanta strumentalizzazione, quanta ipocrisia: le aziende sestesi (compreso la sua) si servono regolarmente di manodopera proveniente da ogni parte del mondo. Nelle stalle di Capronno, sono i bengalesi a mungere h24 le mucche, alla Lascor come da altre parti è pieno di operai del Marocco, della Costa d’avorio, che fanno i turni più pesanti, le nostre case sono pulite da Donne albanesi e i nostri vecchi accuditi da badanti ucraine…

Caro sindaco io non sono più buono o cattivo di te, semplicemente vivo in uno stato rispettando le regole, senza incatenare i miei pensieri al potere che tanto ti piace. Caro concittadino Marco Colombo l’alternativa ai muri non è spalancare le porte, l’alternativa non è spedire i profughi a casa di chi li vuole. Siamo in una società civile con delle regole che dobbiamo rispettare, se il prefetto chiede a tutti di ospitare dei migranti è perché siamo in un’emergenza, non possiamo lavarcene le mani e lasciare il problema agli altri comuni italiani. Siamo uno Stato, una comunità e dobbiamo agire organizzandoci, non andando allo sbando. «É un’emergenza grave che richiede la solidarietà e il concorso di tutte le regioni. Credo che questi atteggiamenti di rifiuto che sorgono ovunque si individui un luogo dove accogliere temporaneamente questi clandestini non possano essere giustificati», queste non sono parole mie ma dell’allora ministro dell’interno, il leghista Roberto Maroni. Anche papa Francesco incoraggia a proseguire nell’impegno per l’accoglienza e l’ospitalità dei profughi e dei rifugiati, favorendo la loro integrazione, tenendo conto dei diritti e dei doveri reciproci per chi accoglie e chi è accolto, ciò si può fare rispettando le regole e la legalità. «Non dimenticate – ha aggiunto il papa – che questo problema è la tragedia più grande dopo la Seconda Guerra Mondiale».

Io non ho paura dell’altro del diverso se la società in cui vivo rispetta le regole e si fa rispettare. Marco, in qualità di sindaco, quello che ti viene chiesto non è di ospitare 10-20-30-100 profughi, ma di valutare quanti il comune di Sesto Calende è in grado di accoglierne, come ogni comune d’Italia, in modo che distribuendoli la crisi divenga gestibile. Quattro o cinque Persone accolte sarebbe già un segnale che pur nella diversità di idee e politiche, c’è rispetto per tutti. Un segnale che anche una società come tu la dipingi, profondamente chiusa tra le sue mura, ha un minimo di socialità con il mondo che la circonda.

I modi sono tanti, noi nel nostro piccolo proviamo ad organizzare incontri con la gente del paese, dimostrare che non arriva il lupo cattivo, ma gente che si sposta perché non ha altra speranza di vita, e quando un uomo è disperato nessuno lo può fermare. Mi vuoi dire che l’amministrazione non può ospitare una famiglia della Siria o tre ragazzi del Mali? Che l’amministrazione non ha lavori socialmente utili da fare? Sindaco, te li ricordi le aiuole l’estate scorsa trasformate in foresta tanto era alta l’erba? Mi vuoi dire che non si può fare? Allora vai a spiegarlo nei comuni dove queste cose già si fanno, senza fare tanta strada, ho visto in giro per Somma queste persone pulire le strade, li ho visti a Samarate, a Tradate. Ho visto questi ragazzi girare per Mercallo, Taino, li vedo tutti i giorni nei cantieri dove lavoro. Negare a queste persone la possibilità di essere qui uguali a tutti gli altri significa negare i principi della nostra democrazia.

 

Ugo Mazoccato

 

 

Il vicesindaco Buzzi s’inventa la Mozione di Censura

Clima d’altri tempi quello che si è respirato ieri sera al consiglio comunale di Sesto Calende, dove si è tentato di far votare un’inesistente e non regolamentare mozione di censura ed il Sindaco Colombo ha ordinato alla polizia municipale di allontanare dall’aula il consigliere di minoranza Pizzini, forzando nuovamente il regolamento.

 

I consiglieri di minoranza si sono presentati già agguerriti perché per la terza volta consecutiva una loro interpellanza non è stata accettata. Questa volta a non essere inserita nell’ordine del giorno è un’interpellanza sul bilancio della Mostra “Chagall e Missioni, Sogno e Colore” e sulla mostra “Le glorie del football” respinta, sebbene presentata nei termini previsti dal regolamento per «incapacità di recuperare i documenti».

L’intervento del consigliere di minoranza Gumier verteva proprio sulla necessità di trasparenza in quest’ambito, quando è stato bloccato dal Vicesindaco Buzzi che ha chiesto ai suoi di votare una mozione di Censura. Solo dopo la sollecitazione di uno sbigottito Pizzini (consigliere di minoranza), il Segretario Comunale ha dovuto constatare che la mozione di Censura non esiste nel regolamento del consiglio comunale e quindi non era applicabile.

Il consiglio comunale continua, ed al punto successivo che riguardava il controverso tema della collocazione della nuova Marna, il sindaco decide di negare il diritto di parola al consigliere di minoranza Balzarini, impedendogli di intervenire.

Il consigliere Pizzini protesta in maniera accesa e il Sindaco per tutta risposta ordina all’agente della polizia locale, presente ad ogni consiglio, di allontanarlo, cosa non consentita dal regolamento di consiglio comunale. Il consigliere in un primo momento oppone resistenza passiva e dopo qualche minuto lascia l’aula accompagnato dell’agente.

Nel frattempo il Sindaco aveva abbandonato l’aula e dalle sedute del pubblico incitava la sua maggioranza ad abbandonare l’aula che nel frattempo aveva nominato un nuovo presidente del consiglio comunale supplente. I consiglieri quindi hanno abbandonato l’aula e di conseguenza il consiglio comunale è stato sospeso e rimandato a Sabato 6 maggio alle ore 9:00.

Il consigliere Pizzini: « E’ stata una seduta surreale interrotta sul tema scottante della MARNA. La maggioranza non è quindi stata in grado di approvare il progetto. La maggioranza ha dimostrato ancora una volta di non sapere governare, essere antidemocratica ed arrogante. Forzando il regolamento ha cercato di censurare il comportamento del consigliere Gumier (ma la mozione di censura non esiste), impedire il dibattito e l’intervento del consigliere Balzarini e mi ha allontanato dal consiglio per aver vivacemente protestato per l’atteggiamento scorretto del sindaco. Non è infatti previsto dal regolamento l’allontanamento di un consigliere comunale. Attualmente sono sottoposto a indagine per resistenza a pubblico ufficiale per aver tardato di qualche minuto ad aderire spontaneamente all’invito di abbandonare l’aula».

Sesto Calende, 05 maggio 2017

 

Il nuovo Giornale Per Sesto

In questi giorni stiamo ultimando la distribuzione del nuovo giornale Per Sesto. Chi non l’avesse ricevuto o preferisce leggerlo in formato digitale può trovare qui il file PDF con il numero completo.Giornale