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Due mozioni antifasciste in Consiglio Comunale

Da qualche tempo assistiamo a un susseguirsi di episodi spesso illegali di evidente e dichiarata matrice fascista. Si passa dai legami mafiosi di Casa Pound a Civitavecchia agli attacchi di Forza Nuova alla libertà di stampa, dall’irruzione di un gruppo di teste rasate a Como nelle stanze di un’associazione di volontariato alle svariate profanazioni dei luoghi della memoria come l’ossario del Monte San Martino eseguite dalla setta dei dodici raggi il cui presidente Alessandro Limido qualche giorno fa ha avuto notevole spazio sulle pagine di un noto quotidiano della provincia di Varese. Abbiamo letto le sue imbarazzanti dichiarazioni e la sua adesione al nazi-fascismo. Quando momenti di crisi importanti come quelli che stiamo vivendo e il paese risulta più fragile e vulnerabile, ciò di cui abbiamo più bisogno è la verità e senza le oggettive smentite le affermazioni di Limido assumono la valenza della menzogna che si vuole fare diventare verità mettendo a repentaglio le basi della nostra democrazia a partire dal pluralismo delle idee e la libertà di pensiero. Così permettiamo a personaggi come Limido di servirsi alla mensa della democrazia e poi sputarci sopra. Troppo facile la favoletta del fascismo come rimedio a tutti i mali, la volgare manipolazione di un regime che ha fallito in tutto, sul piano politico, culturale, economico e militare , dopo vent’anni di regime restavano solo macerie e lutti. Mentre il regime fascista dichiarava la guerra a 130 stati, dava il suo contributo allo sterminio sistematico di ebrei ed oppositori, mandava a morire il meglio della propria gioventù a migliaia di km lontani da casa senza cibo e armi neanche per difendersi, un’altra Italia nasceva nutrendosi di uno spirito pluralista con il comune denominatore dell’antifascismo. Quella gente fatta di uomini e donne nuove ci ha dato il benessere nel quale siamo nati e cresciuti. Oggi qualcuno ci vuole riportare indietro nel tempo, proprio a quel periodo di violenze e censure, a un cupo medio-evo, per questo motivo Martedi 19 dicembre porteremo in Consiglio Comunale due mozioni, una per chiedere di sollecitare il senato alla rapida approvazione della legge Fiano sul reato di apologia del fascismo, un modo per far chiarezza e cominciare ad arginare la deriva neofascista. Abbiamo scelto il consiglio comunale perché serve una risposta chiara e netta da parte di tutte le forze politiche su questo punto, alle volte abbiamo il dubbio che invece qualche partito strizzi l’occhio a questi movimenti di fanatici estremisti cercando di rincorrerli sul piano della protesta invece che emarginarli ed operare per il bene comune . La seconda mozione riguarda il pluralismo e il rispetto delle idee e delle minoranze. Quello che succede a sesto non è diverso dal sentimento che una parte della società prova ovvero il timore che il restringimento dei nostri diritti, delle nostre libertà cominci a farsi concreto. La Democrazia non ci insegna solo ad essere liberi e a chiedere i nostri diritti, è fatta anche di doveri, in particolare chiede ai cittadini di partecipare, senso civico e responsabilità sono fondamentali per il mantenimento e il cambiamento in positivo di tutte le nostre istituzioni.

Ugo Mazzoccato capogruppo di Insieme per sesto.

29 Aprile: doppio appuntamento per celebrare la Resistenza

Proseguono anche questo  sabato le celebrazioni legate al 25 aprile con un doppio appuntamento: la mattina alle ore 10, nella sala consiliare del municipio di Sesto Calende, Adelmo Cervi presenterà il suo libro dal titolo:  “Io che conosco il tuo cuore“, rievocando la storia di suo padre e dei suoi fratelli.

Il pomeriggio alle ore 16 nella sala Varalli del municipio di Sesto Calende vi sarà la proiezione del Docu-FilmStorie di Democrazia e Libertà“, realizzato intervistando cittadini sestesi testimoni della guerra e della resistenza, che condivideranno con il pubblico il loro personale ricordo di quegli anni così decisivi per il futuro del nostro paese. All’evento parteciperà anche Antonio Maria Orecchia, professore di storia contemporanea presso l’Università degli Studi dell’Insubria.

Ad entrambi gli eventi seguirà rinfresco.

C.AI. e A.N.P.I., viaggio sulle tracce del capitano Beltrami

A Sesto Calende, tra le tante vie collegano la statale del sempione con le sue parallele, ve ne è una intitolata a Filippo Maria Beltrami. Quest’anno l’ANPI,  ha scelto di dedicare particolare attenzione a questa figura storica, invitando il figlio Michele a parlare in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica “Storia e cronaca della Resistenza europea”, ed organizzando assieme al C.A.I. di Sesto Calende un’escursione nelle zone che lo videro protagonista della guerra di liberazione.  L’intervento di Michele Beltrami è stato un momento emozionante, in cui il figlio ha condiviso con noi le sue riflessioni sugli insegnamenti lasciatici in eredità dalla vita del padre.

L’interesse che ancora oggi desta la storia del capitano Beltrami è legato al fatto che siamo di fronte ad una figura peculiare nella storia della Resistenza. Beltrami era infatti una persona già indipendente, benestante e padre di due figli quando decide  che è arrivato il momento nel quale non si può più stare zitti e fare finta di niente.
Prende quindi una decisione difficile: mettere a repentaglio la propria vita e la possibilità di veder crescere i propri figli in nome di qualcosa di più grande, un’ideale che è allo stesso tempo una promessa : libertà e democrazia. E poi benessere dove il fascismo aveva lasciato miseria,  sviluppo e istruzione dove il fascismo aveva imposto arretratezza ed obbedienza. E a questo ideale consapevolmente decide di dedicare, e infine di sacrificare, la propria vita.

Come ricorda il brano che abbiamo letto durante la nostra escursione sul “Sentiero Beltrami”, tuttavia,  questo sacrificio non è solamente suo: la scelta la fanno in due, lui e sua moglie la quale vivrà di riflesso le scelte del capitano e ne pagherà sulla propria pelle le conseguenze. Oneri ed onori. vanno dunque equamente condivisi. Questa scelta di lotta (al nazifascismo) e di amore (per gli ideali) è dunque una scelta di coppia, una scelta su cui uomini e donne costruiranno un futuro migliore perché vissuto alla pari.

Abbiamo scelto di ripercorre anche fisicamente i passi del capitano tra quelle montagne che lo videro lottare e sacrificare la propria vita, le vecchie e le nuove generazioni assieme, per ricordare che oggi più che mai è necessario confermare quella scelta, impedendo a chiunque di riportare noi e le generazioni che verranno a quei tempi bui.

Ugo Mazzoccato e Leonardo Balzarini 20170428_105850

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ADOTTI-AMO LA NOSTRA SCUOLA

 

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Oggi in tutta italia sarà la giornata della scuola istituita dal governo, istituzioni e genitori si incontrano nelle scuole con l’intento di rendere più accoglienti gli edifici e stimolare così i ragazzi allo studio.
Il pensiero va proprio ai nostri figli e nipoti, che passano una parte importante della loro vita proprio a scuola. L’idea di rendere questi luoghi più accoglienti è un pensiero che guarda al futuro, ma anche il presente è coinvolto. In questi anni di passaggio, se non vogliamo parlare di crisi, le istituzioni sicuramente faticano a mantenere un buon grado di efficienza e la disponibilità di molti famiglie è determinante proprio per raggiungere questo scopo.
A Sesto come in altri paesi, ma mi permetto di dire forse anche di più, la partecipazione dei genitori ai vari livelli di impegno dall’asilo nido alla scuola materna, alle elementari medie e superiori, è stata notevole e con meriti indiscutibili.
A tutte queste persone, che si sono impegnate in passato, a quelli che oggi sono presenti nei vari plessi scolastici va il nostro ringraziamento.
Tutto questo agire fa parte di un lungo processo di semina che darà grandi risultati se avremo la forza di sostenerlo senza cercare di appropriarcene o peggio ancora ostacolarlo, questo è il messaggio che la politica deve dare.
GRAZIE
Insieme Per Sesto.

 

Il Comitato per la Pace e la Convivenza da il via ad una serie di incontri sul mondo dei migranti

Il fenomeno migratorio ha radici profonde, che affondano nella povertà e nella violenza con cui milioni di persone si trovano a convivere nella loro terra natia, e per questo non si fermerà nei prossimi giorni e neppure nei prossimi anni. Per troppo tempo gli stati europei hanno scelto di rispondere a queste persone in cerca di un futuro migliore, a volta in cerca della sola sopravvivenza, con una logica emergenziale, creando barriere, innalzando muri e costruendo centri di identificazione ed espulsione. È il momento di uscire da questa logica e rispondere a chi scappa dalla guerra, dagli sconvolgimenti ambientali, dalla fame e dalle persecuzioni con intelligenza e lungimiranza, offrendo assistenza ai migranti e alle comunità che li ospitano.

È con questi obiettivi in mente che il Comitato per la Pace e la Convivenza di Sesto Calende ha scelto di organizzare, venerdì 17 marzo alle ore 21 in sala Varalli, una serata dedicata al tema dei migranti e dell’integrazione. Durante la serata interverrà Stefano Catone, autore del libro “Nessun Paese è un’isola”, che ci parlerà degli esempi virtuosi in questo senso che già sono presenti sul territorio nazionale, nel tentativo di abbattere i pregiudizi e la cattiva informazione che spesso accompagnano il tema. Verrà inoltre proiettato un filmato realizzato dai ragazzi dell’Unione degli Studenti di Varese durante la crisi dei migranti a Como, in cui ascolteremo la testimonianza loro e quella di altre persone intervenute ad alleviare le terribili condizioni delle persone bloccate per settimane nei pressi della stazione ferroviaria.

Contemporaneamente a questo evento, che ha ricevuto il patrocinio della Città di Sesto Calende e della provincia di Varese, l’associazione “Cesare da Sesto” organizzerà un’apertura straordinaria della mostra “Urban Escape”: l’avvicinamento delle persone all’arte e, tramite di essa, la condivisione delle memorie e degli errori del passato, è uno dei modi migliori per far avvicinare e far comprendere persone che provengono da storie e culture differenti.

Serate come questa dimostrano che esiste un modo diverso per affrontare la questione dei migranti, teso alla costruzione di rapporti umani di scambio e reciproco arricchimento piuttosto che al rifiuto ed alla paura del diverso, volto a costruire un domani migliore per tutti noi.

Balzarini Leonardo

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